7 mila miglia lontano

3 01 2009

E’ partito un nuovo anno, un anno che accolgo con grande entusiasmo: il 2009 mi vedrà impegnato nel più incredibile progetto che abbia mai affrontato, 7milamiglialontano!

logotestata

In soldoni si tratta di un viaggio che vede come partenza MYSORE, cittadina indiana dove ha sede la missione delle suore Orsoline legate all’associazione bresciana Jyothi Nilaya, e come arrivo Brescia. Il viaggio verrà effettuato a bordo di due motociclette Royal Enfield e due automobili Ambassador, veicoli di produzione indiana.

Obiettivi del viaggio: rafforzare l’immagine dell’associazione Jyothi Nilaya, puntare l’attenzione sul tema dell’infanzia negata e il diritto allo studio, raccogliere fondi per le missioni orsoline in India.

L’idea nasce da Giuliano Radici, fotografo professionista e tra i fondatori dell’associazione.

Il risultato finale si concretizzerà in un libro fotografico ed in un DVD che racconteranno il viaggio.

Perché tanto entusiasmo? Perché l’idea è spregiudicata, coraggiosa, ma soprattutto perchè nuovindiaa!

Non ho mai visto tanto voglia di protagonismo da parte di un piccola associazione impegnata nella cooperazione internazionle, non ho memoria di una tale volontà da parte di una realtà bresciana di farsi vedere, di voler essere protagonista in un mondo che sembra voler schiacciare tutto e tutti alla semplificazione dei grandi temi internazionali.

Quando Giuliano mi ha presentato il progetto mi è sembrato un po’ fuori di testa, attraversare India, Packistan, Iran in questo periodo fa venire in mente terrorismo, esplosioni, morti, bombe atomiche, estremismo religioso…
Approfondendo il tema pian piano ho scoperto che nascoste dal roboante terrorismo giornalistico dei media esistono persone, strade, storie. Il viaggio che andremo a fare tra luglio e agosto 2009 non è così impraticapakistanbile: è sorprendente il numero di blog e siti in rete che raccontano attraversate simili da parte di viaggiatori di tutto il mondo, una quantità di racconti che danno l’idea di un brulicare di motobiciclette, vespa, utilitarie e camper che battono strade normali, tra gente normale, dove il vero protagonista è l’incontro: sono le persone che si trovano sulla strada e che ti offrono la loro umanità lontano dalla retorica di chi vorrebbe un mondo fatto da piccoli mondi chiusi in se stessi.

C’è una congiuntura che preoccupa l’economia mondiale, c’è il problema della religione come pretesto di rivendicazioni politiche, ci sono le cancellerie intenazionali che vorrebbero piegare tutto alle loro logiche di potere, ma non solo: ci sono anche le persone, lasciate sul terreno a faticare per sbarcare il lunario, e ci sono anche persone che si danno da fare per aiutare l’altro, perchè nella natura umana non c’è solo l’egoismo, ma c’è spazio anche per l’amore.

Un’avventura come 7milamiglialontano mi entusiasma proprio per questo, perchè da voce alla voglia di ridipingere il mondo con colori caldi, di fiducia, di entusiasmo: prima di tutto ci sono le persone, le loro storie, la loro voglia di essere felici anche quando tutto sembra andare storto.

Intorno a questo progetto si stanno catalizzando tante energie e tanto entusiasmo.

iranPian piano si sugguono le adesioni da parte di sponsor privati e media partner. Siamo però ancora lontani dall’avere la copertura economica che renda sostenibile il progetto. Per ottenerla servirebbe un riconoscimento da parte delle istituzioni pubbliche e la collaborazione delle fondazioni patrimoniali del territorio. Ottenerlo non è così semplice perché effettivamente il progetto è piuttosto lontano da quello che solitamente viene fatto, ma sono fiducioso: le motivazioni sono forti e gli obbiettivi che vogliamo centrare non solo sono alti, ma anche raggiungibili e di importanza decisiva per svecchiare il modo di affrontare il tema della cooperazione internazionale a Brescia.

Questo post lo voglio chiudere con lo stesso paragrafo che chiude la presentazione del progetto 7milamiglialontano perché ci sta tutto il mio pensiero e tutto quello in cui credo:

missione-mysore“Una carovana di cooperanti che attraversa il mondo dall’induismo al cattolicesimo attraversando l’Islam più ortodosso acquista una dimensione nuova e tanto più urgente alla luce degli ultimi drammatici fatti legati al terrorismo e al fanatismo religioso. In uno scenario in cui la follia si nasconde meschinamente dietro vessilli sacri, gesti di gratuità e sincera partecipazione al destino degli altri sono doverosi e indispensabili per offrire ai bambini prospettive di fiducia e speranza verso un futuro che non sia solo violenza.”





ONG e riforma della scuola

11 11 2008

Gira in rete un comunicato delle ONG italiane che offrono spunti di riflessione in merito alla riforma della scuola varata dal governo Berlusconi. La pubblico volentieri: ho due bimbi piccoli e come è ovvio l’argomento mi tocca davvero da vicino.

Quando abbiamo dovuto scegliere la scuola dove mandare i bambini una delle componenti che abbiamo preso in considerazione è la presenza o meno di bambini stranieri: la paura era quella iscrivere i bambini ad una scuola dove ci fossero soltanto “indigeni”. Se la realtà di una città come Brescia, dove 16% della popolazione è immigrata, è la realtà in cui i miei figli cresceranno, credo che sia fondamentale che gli istituti formativi che li seguiranno nel corso della loro crescita scolastica ragionino in relazione al reale e non a un mondo che non c’è più.

Dai tempi dell’università sono sempre stato vicino al mondo dell’immigrazione, mi ha sempre interessato viaggiare per conoscere stili di vita e culture diverse dalla mia, affascinato dalla ricchezza di risorse che la specie uomo sa mettere in campo nelle più svariate sfide per la sopravvivenza, sia nel mondo dei ricchi che in quello al sud del mondo.

Ciò nonostante mi accorgo ogni volta come senta sempre una distanza rispetto a persone che parlano una lingua diversa, dal colore della pelle diverso, un po’ come quel bambino Burkina Be che nel cuore dell’Africa nera vedendomi scappò spaventato dalla madre urlando “Le Blanche, Le Blanche”.

Penso di non dovermene vergognare, credo che sia una cosa naturale: quando ero piccolo non era possibile avere contatti con persone venute da altri paesi e da altre culture e l’abitudine alla diversità non l’ho imparata in quel particolare periodo dalla vita.

Al contrario vedo che i ragazzini di oggi passeggiano per il corso di Brescia tenendosi stretti nella “compa” di amici e non sono tutti dello stesso colore, sono mescolati, ma tutti parlano con lo stesso marcatissimo accento. Sono cresciuti insieme e quella che è la diversità che tanto spaventa i fruitori dei TG per loro è la normalità.

Quando penso ai miei bambini e cosa faranno da grandi mi rendo conto che difficilmente potranno rifugiarsi in un piccolo mondo, ma se vorranno avere una vita professionale di soddisfazione avranno a doversi confrontare con un mercato del lavoro come minimo Europeo. Non voglio che si trovino come il padre a dover fare i conti con un imprinting arretrato e limitante, preferirei che possano formarsi in istituzioni scolastiche che guardino con entusiasmo ad un mondo in trasformazione e ragionino in prospettiva futura, non sogando un mondo che non c’è più.

ONG italiane e la riforma della scuola





Vita.it

11 07 2008

Vita.it è il portale del nonprofit italiano, un portale che nasce dalla rivista storica del settore. Da poco è online una nuova versione del sito, che si definisce il primo social network italiano per il terzo settore. Basta andare in homepage per assaporare la ricchezza dei contenuti e l’inventiva adoperata per sviluppare l’interattività con l’utente.

Tra le cose che ho più apprezzato i blog interni di persone di grande spessore, su tutti Giulio Albanese con il suo AFRICANA

Quello che però porta a considerare Vita.it non solo come un portale ma anche un socialnetwork è la possibilità di avere una propria scheda all’interno della sezione Italia non profit, dove ogni associazione può descrivere le proprie iniziative.

Non solo, esiste anche un’agenda del nonprofit dove vengono indicate le iniziative che gli utenti segnalano.

Una grande occasione quindi per farsi conoscere e farsi trovare, anche perché è importante non solo fare pubblicità alle nostre iniziative per avere magari qualche contributo in più, ma anche perché ogni esperienza, per quanto piccola, può essere arricchente per altri: è la condivisione il valore più grande che i socialnetwork hanno messo in rete, a maggior ragione per il socialnetwork del nonprofit

Al momento sono poche le realtà bresciane che si sono iscritte al portale, una mancanza che spero verrà colmata al più presto.





Il valore in più della partecipazione

10 06 2008

E’ passato un mese dal Festival del Fundraising, ciò nonostante il sito ufficiale è continuamente aggiornato con video e fotografie ed i blog dei fundraising non riescono a fare a meno di partire da lì per riflessioni e considerazione, nonostante gli inviti di ritorno all’ordine di altri internauti

Del resto sono stati momenti davvero importanti e significativi, talmente carichi di contenuti che rielaborarli richiede tempo, come ha richiesto tempo rendere disponibili sul sito le slide delle varie conferenze.

Di queste una serie è per me di particolare interesse è quella relativa al progetto “Giardino di Al” presentato da  Luciano Zanin e Guya Raca.

Perché mi è piaciuto così tanto?

primo perché è un progetto realizzato a Pisogne, quindi a Brescia: dopo tanti Fundraiser impegnati in grandi ANP per campagne nazionali, mi ha fatto piacere vedere come al festival ci fosse qualcosa più vicino al mio ambito di competenza, anche territorialmente.

secondo,  e più importante, perché riesce più di ogni altro a far emergere il valore aggiunto di una campagna di fundraising: il coinvolgimento delle persone, la dimensione partecipativa.

Il progetto in due parole è consistito nel realizzare un giardino per i malati di Alzaimer del comprensorio di Pisogne, in Valcamonica (utenti ospedalieri e non).

Detto così sembra deprimente. In realtà le cose sono andate in modo ben diverso: strutturando in modo trasparente ed efficace la campagna di raccolta fondi, l’intero territorio si è sentito coinvolto  e ha partecipato attivamente per il conseguimento dell’obiettivo.

Il risultato è stato a vantaggio
-sia degli utenti, che hanno così avuto il loro giardino,
-sia, l’intera comunità, che si è riscoperta tale nell’impegno verso una buona causa.

Penso che questo sia un aspetto fondamentale che troppo spesso le ANP più piccole dimenticano: coinvolgere intorno alla propria mission non è solo necessario per riuscire a raggiungere gli obbiettivi dell’associazione, ma è anche un dovere nei confronti dei possibili donatori che hanno il diritto di potersi sentire partecipi di progetti di valore.

Spesso, per una strana forma di timidezza, le ANP più piccole sono restie a far conoscere le loro attività, troppo spesso si fanno riguardo a chiedere, nel timore di sembrare sfrontate o per timore di mettere in difficoltà l’interlocutore,  dimenticandosi che donare per una buona causa è una gioia e che attivarsi per il bene comune è una possibilità che dobbiamo offrire e non negare.





FAIRTRADE – nuovo mercato per eBay

26 05 2008

Di questi giorni l’articolo pubblicato su vita.it dal

titolo “Prodotti Fairtrade: +47% nel 2007″
sommario “
Nel 2007 i consumatori hanno speso 2,3 miliardi di euro in prodotti certificati Fairtrade. Una crescita del 47% rispetto al 2006. Il Rapporto 2007″

Questa notizia fa il paio con l’annuncio del 21 maggio fatto dalla piattaforma di vendite online eBay di un “… progetto consiste nel creare una piattaforma di scambio online di prodotti legati al mercato solidale grazie a una partnership con World of Good, organizzazione che sostiene il commercio di generi artigianali come mezzo di sostentamento nelle comunità emarginate (vedi: Spazio al commercio equo e solidale su eBay, di Vionpost)

Appaiando le notizie sono due le considerazioni che mi vengono da fare: si apre un canale in più per la raccolta di fondi per il non profit, ma soprattutto è l’ennesima riprova di quanto sia sempre più diffusa la necessità di un’esistenza consapevole, di impegno e partecipazione.





TUTTE IN RETE – Il futuro è donna

22 05 2008

Martedì scorso, dopo aver accompagnato il più piccolo dei miei bimbi all’asilo, mi sono fermato come al solito al bar Onda Blu, dove si può assaggiare uno tra i più buoni cappuccini di Brescia. Inevitabile un’occhiata ai giornali in cerca di novità positive, tra le righe, per poter iniziare bene la giornata. Be, martedì non è stato difficile: proprio in prima pagina, in taglio basso, un occhiello pubblicitario attira la mia attenzione.

“Tutte in rete” 12 ore di sport e solidarietà – 13 settembre 2008 – Calcio Femminile.

A primo acchito ho cercato il numero della pagina interna dove trovare informazioni… ma non si trattava di un articolo: era un vero e proprio spazio pubblicitario che lanciava la manifestazione.

In seguito ho cercato informazioni sul web ed ho scoperto una splendida realtà, fatta di ragazze veramente in gamba e di un progetto davvero interessante.

Al sito www.tutteinrete.net si può trovare infatti una dettagliata descrizione dell’iniziativa sportiva, i destinatari della raccolta fondi, le modalità di iscrizione, il regolamento tecnico e non solo, c’è anche una lettera di presentazione ad eventuali sponsor da scaricare per i volontari. Un lavoro ottimo, che denota una certa dimestichezza con i mezzi messi a disposizione dala rete, una visione d’insieme notevole e una certa competenza nella pianificazione di una campagna pubblicitaria.

Aver comprato quell’occhiello sul Bresciaoggi è infatti un investimento non particolarmente oneroso, ma sufficiente per incuriosire e rimandare su un sito veramente ben fatto e a costo ridotto (la base di partenza sono i theme di wordpress)

Ma la cosa che mi entusiasma più è la doppia mission:

1 promuovere il calcio femminile, passione delle quattro fondatrici della associazione tutte in rete;
2 raccogliere fondi per il centro di pronto intervento IL PUZZLE”, sito in Gardone Val Trompia per “donne, sole o con figli, che si trovano in grave situazione di disagio sociale, sostenendo le madri nella funzione genitoriale e cercando di migliorare la relazione primaria madre-figlio”

Un’iniziativa di donne per le donne giocando un gioco un tempo esclusivamente maschile: mi sembra un bell’inizio per la costruzione di un mondo migliore.





Il Giornale di Brescia presenta “Una mano aiuta l’altra”

16 05 2008

UNA MANO AIUTA L’ALTRA ONLUS è una bella realtà bresciana che non conoscevo e che ho scoperto grazie alla sensibilità di GinaLuca Gallinari, giovane firma del Giornale di Brescia, da sempre sensibile al nonprofit, e mio caro amico.

E’ stata una piacevole sorpresa, anche perché andando a cercare informazioni sul sito internet della ONP ho potuto apprezzare l’approccio rigoroso ma, al tempo stesso, giovane e pimpante all’attività di raccolta fondi per i missionari impegnati all’estero. In particolare UNA MANO AIUTA L’ALTRA si occupa di garantire il sostentamento finanziario necessario a “Padre Giovanni Gentilin, sacerdote di frontiera dell’ordine dei Canossiani, nativo di Arzignano (Vicenza) e da 18 anni in prima linea nella Parrocchia di San Pablo di Tondo, la più larga bidonville (200.000abitanti) che racchiude al proprio interno la Smokey Mountain…)”

Notare l’articolo sfogliando il giornale non è stato difficile: quando Gianluca lascia le pagina della cronaca più spiccia per approfondire qualche tema importante, lo spazio sulle pagine del giornale si trova sempre. Un articolo a 5 colonne, un box di lato con la focalizzazione su alcuni aspetti dell’operazione, in testa un approfondito storico sull’associazione con sfondo colorato, tante fotografie e soprattutto un titolo che tocca il cuore.

A questo punto devo rivelare un piccolo segreto: come tutti i giovedì, avevo aperto il giornale cercando la rubrica del Centro Servizi per il Volontariato di Brescia, uno spazio pubblicato settimanalmente. Purtroppo questo rubrica si riduce ogni volta a due colonne fitte fitte, senza titolo, senza fotografie, senza colore. Vi assicuro che riuscire a trovarlo nelle pagine del giornale è per me la sfida del giovedì.

Considerando che si tratta di un redazionale a pagamento, dispiace… così proprio è un occasione persa: difficilmente il lettore lo può notare e conseguentemente leggerlo.

Sono lì, al tavolino del mio bar preferito col Giornale di Brescia in mano, e non posso fare a meno di pensare alle parole di Elio Silva, giornalista del Sole24ore, ascoltato al Festival del Fundraising a Castrocaro durante il suo seminario legato alla comunicazione e il non profit.

L’obiettivo del seminario era (ndr – ed è) capire come le associazioni nonprofit possono avere maggior visibilità. In sintesi il consiglio che dava era di creare un rapporto con il giornalista di riferimento: Silva ci faceva notare come lo sbaglio che spesso commettiamo è di considerare il giornalista come un onniscente interessato solo a manipolare il nostro pensiero per interessi reconditi. I giornalisti, o, come più spesso capita, i praticanti ed i collaboratori con cui spesso le ONP si confrontano, sono persone oberate di impegni e scadenze, tutto hanno per la testa forche danneggiare le associazioni non lucrative. La cosa migliore è quindi cercare di far partire un percorso di crescita comune, fornendogli gli strumenti per poter capire il mondo del nonprofit e poter scriverne con attenzione, emozione e partecipazione.

Vien quindi spontaneo pensare che forse forse, prima di impegnare soldi per acquistare spazio sul giornale che poi è difficile gestire al meglio, conviene provare a fare un colpo di telefono nelle redazioni dei giornali e, un po’ per volta, coinvolgere il caporedattore, il giornalista, i praticate: quando la causa è buona, magari ci vuole tempo, ma alla fine il risultato viene.

Consiglio spassionato del sottoscritto, cercare di Gianluca Gallinari non sarebbe tempo perso.





Fundraising – NonProfit -Web 2.0

15 05 2008

Pubblico con entusiasmo la seguente slide:

si tratta delle diapositive usate durante il loro seminario al Festival del Fundraising intitolato
Come creare un sito, un blog e strumenti di marketing virale per la tua organizzazione in 90 minuti
tenuto da PAOLO FERRARA, FRANCESO SANTINI (non QUISTELLI- errata corrige), DANIELE FUSI

Mi piace metterla per due motivi: prima di tutto perchè è un documento splendido per quanti vogliono orientarsi con le innumerevoli possibilità che il web mette a disposizione gratuitamente.

Il secondo perché è essa stessa un esempio folgorante dello spirito che pervade il web 2.0: la condivisione.

E’ a mio avviso proprio questa la chiave per capire come mai il nonprofit e i social network abbiano dimostrato di amarsi tanto: condivisione.

Una ONP è un associazione che vive di volontari, di persone unite da una missione nella quale credono e, lavorando gomito a gomito, creando dei gruppi sociali in grado di fare del bene sociale. Persone che non hanno paura di mettersi in gioco e di far vedere cosa sono e cosa fanno, persone che fanno della condivisione di questi valori il motivo dello stare insieme.

Ecco perché diventa così semplice comunicare con un blog, piuttosto che con un canale youtube, non c’è scopo di lucro e quindi non esiste il problema di tutelare il diritto d’autore o d’immagine. Il volontariato ha un’utilità immediata, per quel che viene fatto nel concreto, ma ha anche un’utilità indiretta perché l’esempio è contagioso.

C’è un altro aspetto che rende il Web 2.0 qualcosa di molto appropriato per le ONP, l’immediatezza della comunicazione e la capacità di coinvolgere. Pensiamo alle difficoltà che spesso si incontrano nel far circolare le informazioni, piuttosto che la necessità di lasciare da qualche parte documenti che possono essere utili a nostri sostenitori lontani per campagne di sensibilizzazione.
Lasciare i documenti dove è facile trovarli, ma sopratutto dove è facile prenderli, è il modo migliore per far diventare contagiosa la voglia di portare sul proprio sito fotografie, filmati, brochure e tutto quello che può far conoscere una buona causa.





Bresciaoggi e il nonprofit

13 05 2008

Sono stati pubblicati sul BresciaOggi, nelle giornate del 30 aprile, 7 e 13 maggio, gli speciali dedicati a tre delle ANP a me più care, la Intermed Onlus, l’Ambasciata della democrazia locale a Zavidovici e Il Centro Oasis di Enzo Missoni.
Questi speciali sono un’iniziativa editoriale dedicata alla sensibilizzazione dei lettori del giornale in relazione alla scadenza della dichiarazione dei redditi e della contestuale destinazione del 5 per mille.

E’ un’iniziativa che ha me piace molto nella formula: non il riduttivo piede pubblicitario lasciato a se, ma una pagina intera che lo accolga, consentendo di trovare le motivazione che spingono alla destinazione del 5 per mille non tanto nella bravura del copy o dell’artdirector che realizza la campagna pubblicitaria, ma quanto nei contenuti giornalistici che dominano le colonne.

Per realizzarle è stato indispensabile il contributo economico di tre aziende bresciane che nomino con piacere:
la SERTOM di Collebeato, la GRAFICASETTE di Bagnolo Mella e la GAMBARA ASFALTI.

Il loro è un contributo importante perché prefigura le potenzialità che può avere il profit quando si adopera a favore del nonprofit in termini strutturati e di progetto.

Il mio augurio non è soltanto che i lettori siano stati informati, ma anche che questa iniziativa possa essere solo un primo passo verso uno spazio editoriale più continuo ed esaustivo di quella che è la grande ricchezza dell’associazionismo bresciano.

Questa piccola impresa non sarebbe stata possibile senza l’aiuto e la collaborazione di un mucchio di persone, a partire da Paolo Seravesi, Mauro Merenda e Francesca Migliorati che hanno fatto da referenti per le aziende coinvolte;
a Simone Piantoni, direttore della filiale bresciana della Publiadighe, persona estremamente disponibile e sensibile, con la quale abbiamo studiato la formula migliore per l’iniziativa;
Cesare Mariani, giornalista responsabile delle pagine speciali del BresciaOggi;
a Massimigliano Bonometti per le grafiche realizzate.





Festival del Fundraising – prima edizione

12 05 2008

Non più di una anno fa bazzicavo sulla rete in cerca di spunti per aiutare le associazioni con cui lavoro ad ottenere maggior visibilità e conseguente capacità nella raccolta fondi. Ed è in quella ricerca che ho trovato il sito  www.fundraising.it. La prima di tante scoperte che mi hanno portato a conoscere un “nuovo” mondo e una nuova mentalità nell’approccio al nonprofit.

Riuscire a partecipare ai lavori del Festival del Fundraising è stato per me prima di tutto un onore, aver la possibilità di partecipare a seminari di approfondimenti dai punti riferimento della comunicazione non profit (fino a l’altro ieri conosciuti solo via internet) seduto tra gli operatori di settore più preparati è stato veramente emozionante.

Un esperienza dalla quale ho riporta prima di tutto l’entusiasmo che a Castrocaro si respirava a pieni polmoni, dove la regola diffusa era un approccio positivo alla vita, alle nuove sfide, una vera esplosione di energia.

Grazie di cuore agli organizzatori.