UNA MANO AIUTA L’ALTRA ONLUS è una bella realtà bresciana che non conoscevo e che ho scoperto grazie alla sensibilità di GinaLuca Gallinari, giovane firma del Giornale di Brescia, da sempre sensibile al nonprofit, e mio caro amico.
E’ stata una piacevole sorpresa, anche perché andando a cercare informazioni sul sito internet della ONP ho potuto apprezzare l’approccio rigoroso ma, al tempo stesso, giovane e pimpante all’attività di raccolta fondi per i missionari impegnati all’estero. In particolare UNA MANO AIUTA L’ALTRA si occupa di garantire il sostentamento finanziario necessario a “Padre Giovanni Gentilin, sacerdote di frontiera dell’ordine dei Canossiani, nativo di Arzignano (Vicenza) e da 18 anni in prima linea nella Parrocchia di San Pablo di Tondo, la più larga bidonville (200.000abitanti) che racchiude al proprio interno la Smokey Mountain…)”
Notare l’articolo sfogliando il giornale non è stato difficile: quando Gianluca lascia le pagina della cronaca più spiccia per approfondire qualche tema importante, lo spazio sulle pagine del giornale si trova sempre. Un articolo a 5 colonne, un box di lato con la focalizzazione su alcuni aspetti dell’operazione, in testa un approfondito storico sull’associazione con sfondo colorato, tante fotografie e soprattutto un titolo che tocca il cuore.
A questo punto devo rivelare un piccolo segreto: come tutti i giovedì, avevo aperto il giornale cercando la rubrica del Centro Servizi per il Volontariato di Brescia, uno spazio pubblicato settimanalmente. Purtroppo questo rubrica si riduce ogni volta a due colonne fitte fitte, senza titolo, senza fotografie, senza colore. Vi assicuro che riuscire a trovarlo nelle pagine del giornale è per me la sfida del giovedì.
Considerando che si tratta di un redazionale a pagamento, dispiace… così proprio è un occasione persa: difficilmente il lettore lo può notare e conseguentemente leggerlo.
Sono lì, al tavolino del mio bar preferito col Giornale di Brescia in mano, e non posso fare a meno di pensare alle parole di Elio Silva, giornalista del Sole24ore, ascoltato al Festival del Fundraising a Castrocaro durante il suo seminario legato alla comunicazione e il non profit.
L’obiettivo del seminario era (ndr – ed è) capire come le associazioni nonprofit possono avere maggior visibilità. In sintesi il consiglio che dava era di creare un rapporto con il giornalista di riferimento: Silva ci faceva notare come lo sbaglio che spesso commettiamo è di considerare il giornalista come un onniscente interessato solo a manipolare il nostro pensiero per interessi reconditi. I giornalisti, o, come più spesso capita, i praticanti ed i collaboratori con cui spesso le ONP si confrontano, sono persone oberate di impegni e scadenze, tutto hanno per la testa forche danneggiare le associazioni non lucrative. La cosa migliore è quindi cercare di far partire un percorso di crescita comune, fornendogli gli strumenti per poter capire il mondo del nonprofit e poter scriverne con attenzione, emozione e partecipazione.
Vien quindi spontaneo pensare che forse forse, prima di impegnare soldi per acquistare spazio sul giornale che poi è difficile gestire al meglio, conviene provare a fare un colpo di telefono nelle redazioni dei giornali e, un po’ per volta, coinvolgere il caporedattore, il giornalista, i praticate: quando la causa è buona, magari ci vuole tempo, ma alla fine il risultato viene.
Consiglio spassionato del sottoscritto, cercare di Gianluca Gallinari non sarebbe tempo perso.
Grazie per aver messo in luce l’articolo sulla nostra associazione! Melania Gastaldi (Presidente)