Il valore in più della partecipazione

10 06 2008

E’ passato un mese dal Festival del Fundraising, ciò nonostante il sito ufficiale è continuamente aggiornato con video e fotografie ed i blog dei fundraising non riescono a fare a meno di partire da lì per riflessioni e considerazione, nonostante gli inviti di ritorno all’ordine di altri internauti

Del resto sono stati momenti davvero importanti e significativi, talmente carichi di contenuti che rielaborarli richiede tempo, come ha richiesto tempo rendere disponibili sul sito le slide delle varie conferenze.

Di queste una serie è per me di particolare interesse è quella relativa al progetto “Giardino di Al” presentato da  Luciano Zanin e Guya Raca.

Perché mi è piaciuto così tanto?

primo perché è un progetto realizzato a Pisogne, quindi a Brescia: dopo tanti Fundraiser impegnati in grandi ANP per campagne nazionali, mi ha fatto piacere vedere come al festival ci fosse qualcosa più vicino al mio ambito di competenza, anche territorialmente.

secondo,  e più importante, perché riesce più di ogni altro a far emergere il valore aggiunto di una campagna di fundraising: il coinvolgimento delle persone, la dimensione partecipativa.

Il progetto in due parole è consistito nel realizzare un giardino per i malati di Alzaimer del comprensorio di Pisogne, in Valcamonica (utenti ospedalieri e non).

Detto così sembra deprimente. In realtà le cose sono andate in modo ben diverso: strutturando in modo trasparente ed efficace la campagna di raccolta fondi, l’intero territorio si è sentito coinvolto  e ha partecipato attivamente per il conseguimento dell’obiettivo.

Il risultato è stato a vantaggio
-sia degli utenti, che hanno così avuto il loro giardino,
-sia, l’intera comunità, che si è riscoperta tale nell’impegno verso una buona causa.

Penso che questo sia un aspetto fondamentale che troppo spesso le ANP più piccole dimenticano: coinvolgere intorno alla propria mission non è solo necessario per riuscire a raggiungere gli obbiettivi dell’associazione, ma è anche un dovere nei confronti dei possibili donatori che hanno il diritto di potersi sentire partecipi di progetti di valore.

Spesso, per una strana forma di timidezza, le ANP più piccole sono restie a far conoscere le loro attività, troppo spesso si fanno riguardo a chiedere, nel timore di sembrare sfrontate o per timore di mettere in difficoltà l’interlocutore,  dimenticandosi che donare per una buona causa è una gioia e che attivarsi per il bene comune è una possibilità che dobbiamo offrire e non negare.