E’ partito un nuovo anno, un anno che accolgo con grande entusiasmo: il 2009 mi vedrà impegnato nel più incredibile progetto che abbia mai affrontato, 7milamiglialontano!

In soldoni si tratta di un viaggio che vede come partenza MYSORE, cittadina indiana dove ha sede la missione delle suore Orsoline legate all’associazione bresciana Jyothi Nilaya, e come arrivo Brescia. Il viaggio verrà effettuato a bordo di due motociclette Royal Enfield e due automobili Ambassador, veicoli di produzione indiana.
Obiettivi del viaggio: rafforzare l’immagine dell’associazione Jyothi Nilaya, puntare l’attenzione sul tema dell’infanzia negata e il diritto allo studio, raccogliere fondi per le missioni orsoline in India.
L’idea nasce da Giuliano Radici, fotografo professionista e tra i fondatori dell’associazione.
Il risultato finale si concretizzerà in un libro fotografico ed in un DVD che racconteranno il viaggio.
Perché tanto entusiasmo? Perché l’idea è spregiudicata, coraggiosa, ma soprattutto perchè nuov
a!
Non ho mai visto tanto voglia di protagonismo da parte di un piccola associazione impegnata nella cooperazione internazionle, non ho memoria di una tale volontà da parte di una realtà bresciana di farsi vedere, di voler essere protagonista in un mondo che sembra voler schiacciare tutto e tutti alla semplificazione dei grandi temi internazionali.
Quando Giuliano mi ha presentato il progetto mi è sembrato un po’ fuori di testa, attraversare India, Packistan, Iran in questo periodo fa venire in mente terrorismo, esplosioni, morti, bombe atomiche, estremismo religioso…
Approfondendo il tema pian piano ho scoperto che nascoste dal roboante terrorismo giornalistico dei media esistono persone, strade, storie. Il viaggio che andremo a fare tra luglio e agosto 2009 non è così impratica
bile: è sorprendente il numero di blog e siti in rete che raccontano attraversate simili da parte di viaggiatori di tutto il mondo, una quantità di racconti che danno l’idea di un brulicare di moto, biciclette, vespa, utilitarie e camper che battono strade normali, tra gente normale, dove il vero protagonista è l’incontro: sono le persone che si trovano sulla strada e che ti offrono la loro umanità lontano dalla retorica di chi vorrebbe un mondo fatto da piccoli mondi chiusi in se stessi.
C’è una congiuntura che preoccupa l’economia mondiale, c’è il problema della religione come pretesto di rivendicazioni politiche, ci sono le cancellerie intenazionali che vorrebbero piegare tutto alle loro logiche di potere, ma non solo: ci sono anche le persone, lasciate sul terreno a faticare per sbarcare il lunario, e ci sono anche persone che si danno da fare per aiutare l’altro, perchè nella natura umana non c’è solo l’egoismo, ma c’è spazio anche per l’amore.
Un’avventura come 7milamiglialontano mi entusiasma proprio per questo, perchè da voce alla voglia di ridipingere il mondo con colori caldi, di fiducia, di entusiasmo: prima di tutto ci sono le persone, le loro storie, la loro voglia di essere felici anche quando tutto sembra andare storto.
Intorno a questo progetto si stanno catalizzando tante energie e tanto entusiasmo.
Pian piano si sugguono le adesioni da parte di sponsor privati e media partner. Siamo però ancora lontani dall’avere la copertura economica che renda sostenibile il progetto. Per ottenerla servirebbe un riconoscimento da parte delle istituzioni pubbliche e la collaborazione delle fondazioni patrimoniali del territorio. Ottenerlo non è così semplice perché effettivamente il progetto è piuttosto lontano da quello che solitamente viene fatto, ma sono fiducioso: le motivazioni sono forti e gli obbiettivi che vogliamo centrare non solo sono alti, ma anche raggiungibili e di importanza decisiva per svecchiare il modo di affrontare il tema della cooperazione internazionale a Brescia.
Questo post lo voglio chiudere con lo stesso paragrafo che chiude la presentazione del progetto 7milamiglialontano perché ci sta tutto il mio pensiero e tutto quello in cui credo:
“Una carovana di cooperanti che attraversa il mondo dall’induismo al cattolicesimo attraversando l’Islam più ortodosso acquista una dimensione nuova e tanto più urgente alla luce degli ultimi drammatici fatti legati al terrorismo e al fanatismo religioso. In uno scenario in cui la follia si nasconde meschinamente dietro vessilli sacri, gesti di gratuità e sincera partecipazione al destino degli altri sono doverosi e indispensabili per offrire ai bambini prospettive di fiducia e speranza verso un futuro che non sia solo violenza.”




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