Il Giornale di Brescia presenta “Una mano aiuta l’altra”

16 05 2008

UNA MANO AIUTA L’ALTRA ONLUS è una bella realtà bresciana che non conoscevo e che ho scoperto grazie alla sensibilità di GinaLuca Gallinari, giovane firma del Giornale di Brescia, da sempre sensibile al nonprofit, e mio caro amico.

E’ stata una piacevole sorpresa, anche perché andando a cercare informazioni sul sito internet della ONP ho potuto apprezzare l’approccio rigoroso ma, al tempo stesso, giovane e pimpante all’attività di raccolta fondi per i missionari impegnati all’estero. In particolare UNA MANO AIUTA L’ALTRA si occupa di garantire il sostentamento finanziario necessario a “Padre Giovanni Gentilin, sacerdote di frontiera dell’ordine dei Canossiani, nativo di Arzignano (Vicenza) e da 18 anni in prima linea nella Parrocchia di San Pablo di Tondo, la più larga bidonville (200.000abitanti) che racchiude al proprio interno la Smokey Mountain…)”

Notare l’articolo sfogliando il giornale non è stato difficile: quando Gianluca lascia le pagina della cronaca più spiccia per approfondire qualche tema importante, lo spazio sulle pagine del giornale si trova sempre. Un articolo a 5 colonne, un box di lato con la focalizzazione su alcuni aspetti dell’operazione, in testa un approfondito storico sull’associazione con sfondo colorato, tante fotografie e soprattutto un titolo che tocca il cuore.

A questo punto devo rivelare un piccolo segreto: come tutti i giovedì, avevo aperto il giornale cercando la rubrica del Centro Servizi per il Volontariato di Brescia, uno spazio pubblicato settimanalmente. Purtroppo questo rubrica si riduce ogni volta a due colonne fitte fitte, senza titolo, senza fotografie, senza colore. Vi assicuro che riuscire a trovarlo nelle pagine del giornale è per me la sfida del giovedì.

Considerando che si tratta di un redazionale a pagamento, dispiace… così proprio è un occasione persa: difficilmente il lettore lo può notare e conseguentemente leggerlo.

Sono lì, al tavolino del mio bar preferito col Giornale di Brescia in mano, e non posso fare a meno di pensare alle parole di Elio Silva, giornalista del Sole24ore, ascoltato al Festival del Fundraising a Castrocaro durante il suo seminario legato alla comunicazione e il non profit.

L’obiettivo del seminario era (ndr – ed è) capire come le associazioni nonprofit possono avere maggior visibilità. In sintesi il consiglio che dava era di creare un rapporto con il giornalista di riferimento: Silva ci faceva notare come lo sbaglio che spesso commettiamo è di considerare il giornalista come un onniscente interessato solo a manipolare il nostro pensiero per interessi reconditi. I giornalisti, o, come più spesso capita, i praticanti ed i collaboratori con cui spesso le ONP si confrontano, sono persone oberate di impegni e scadenze, tutto hanno per la testa forche danneggiare le associazioni non lucrative. La cosa migliore è quindi cercare di far partire un percorso di crescita comune, fornendogli gli strumenti per poter capire il mondo del nonprofit e poter scriverne con attenzione, emozione e partecipazione.

Vien quindi spontaneo pensare che forse forse, prima di impegnare soldi per acquistare spazio sul giornale che poi è difficile gestire al meglio, conviene provare a fare un colpo di telefono nelle redazioni dei giornali e, un po’ per volta, coinvolgere il caporedattore, il giornalista, i praticate: quando la causa è buona, magari ci vuole tempo, ma alla fine il risultato viene.

Consiglio spassionato del sottoscritto, cercare di Gianluca Gallinari non sarebbe tempo perso.





Bresciaoggi e il nonprofit

13 05 2008

Sono stati pubblicati sul BresciaOggi, nelle giornate del 30 aprile, 7 e 13 maggio, gli speciali dedicati a tre delle ANP a me più care, la Intermed Onlus, l’Ambasciata della democrazia locale a Zavidovici e Il Centro Oasis di Enzo Missoni.
Questi speciali sono un’iniziativa editoriale dedicata alla sensibilizzazione dei lettori del giornale in relazione alla scadenza della dichiarazione dei redditi e della contestuale destinazione del 5 per mille.

E’ un’iniziativa che ha me piace molto nella formula: non il riduttivo piede pubblicitario lasciato a se, ma una pagina intera che lo accolga, consentendo di trovare le motivazione che spingono alla destinazione del 5 per mille non tanto nella bravura del copy o dell’artdirector che realizza la campagna pubblicitaria, ma quanto nei contenuti giornalistici che dominano le colonne.

Per realizzarle è stato indispensabile il contributo economico di tre aziende bresciane che nomino con piacere:
la SERTOM di Collebeato, la GRAFICASETTE di Bagnolo Mella e la GAMBARA ASFALTI.

Il loro è un contributo importante perché prefigura le potenzialità che può avere il profit quando si adopera a favore del nonprofit in termini strutturati e di progetto.

Il mio augurio non è soltanto che i lettori siano stati informati, ma anche che questa iniziativa possa essere solo un primo passo verso uno spazio editoriale più continuo ed esaustivo di quella che è la grande ricchezza dell’associazionismo bresciano.

Questa piccola impresa non sarebbe stata possibile senza l’aiuto e la collaborazione di un mucchio di persone, a partire da Paolo Seravesi, Mauro Merenda e Francesca Migliorati che hanno fatto da referenti per le aziende coinvolte;
a Simone Piantoni, direttore della filiale bresciana della Publiadighe, persona estremamente disponibile e sensibile, con la quale abbiamo studiato la formula migliore per l’iniziativa;
Cesare Mariani, giornalista responsabile delle pagine speciali del BresciaOggi;
a Massimigliano Bonometti per le grafiche realizzate.