ONG e riforma della scuola

11 11 2008

Gira in rete un comunicato delle ONG italiane che offrono spunti di riflessione in merito alla riforma della scuola varata dal governo Berlusconi. La pubblico volentieri: ho due bimbi piccoli e come è ovvio l’argomento mi tocca davvero da vicino.

Quando abbiamo dovuto scegliere la scuola dove mandare i bambini una delle componenti che abbiamo preso in considerazione è la presenza o meno di bambini stranieri: la paura era quella iscrivere i bambini ad una scuola dove ci fossero soltanto “indigeni”. Se la realtà di una città come Brescia, dove 16% della popolazione è immigrata, è la realtà in cui i miei figli cresceranno, credo che sia fondamentale che gli istituti formativi che li seguiranno nel corso della loro crescita scolastica ragionino in relazione al reale e non a un mondo che non c’è più.

Dai tempi dell’università sono sempre stato vicino al mondo dell’immigrazione, mi ha sempre interessato viaggiare per conoscere stili di vita e culture diverse dalla mia, affascinato dalla ricchezza di risorse che la specie uomo sa mettere in campo nelle più svariate sfide per la sopravvivenza, sia nel mondo dei ricchi che in quello al sud del mondo.

Ciò nonostante mi accorgo ogni volta come senta sempre una distanza rispetto a persone che parlano una lingua diversa, dal colore della pelle diverso, un po’ come quel bambino Burkina Be che nel cuore dell’Africa nera vedendomi scappò spaventato dalla madre urlando “Le Blanche, Le Blanche”.

Penso di non dovermene vergognare, credo che sia una cosa naturale: quando ero piccolo non era possibile avere contatti con persone venute da altri paesi e da altre culture e l’abitudine alla diversità non l’ho imparata in quel particolare periodo dalla vita.

Al contrario vedo che i ragazzini di oggi passeggiano per il corso di Brescia tenendosi stretti nella “compa” di amici e non sono tutti dello stesso colore, sono mescolati, ma tutti parlano con lo stesso marcatissimo accento. Sono cresciuti insieme e quella che è la diversità che tanto spaventa i fruitori dei TG per loro è la normalità.

Quando penso ai miei bambini e cosa faranno da grandi mi rendo conto che difficilmente potranno rifugiarsi in un piccolo mondo, ma se vorranno avere una vita professionale di soddisfazione avranno a doversi confrontare con un mercato del lavoro come minimo Europeo. Non voglio che si trovino come il padre a dover fare i conti con un imprinting arretrato e limitante, preferirei che possano formarsi in istituzioni scolastiche che guardino con entusiasmo ad un mondo in trasformazione e ragionino in prospettiva futura, non sogando un mondo che non c’è più.

ONG italiane e la riforma della scuola





Vita.it

11 07 2008

Vita.it è il portale del nonprofit italiano, un portale che nasce dalla rivista storica del settore. Da poco è online una nuova versione del sito, che si definisce il primo social network italiano per il terzo settore. Basta andare in homepage per assaporare la ricchezza dei contenuti e l’inventiva adoperata per sviluppare l’interattività con l’utente.

Tra le cose che ho più apprezzato i blog interni di persone di grande spessore, su tutti Giulio Albanese con il suo AFRICANA

Quello che però porta a considerare Vita.it non solo come un portale ma anche un socialnetwork è la possibilità di avere una propria scheda all’interno della sezione Italia non profit, dove ogni associazione può descrivere le proprie iniziative.

Non solo, esiste anche un’agenda del nonprofit dove vengono indicate le iniziative che gli utenti segnalano.

Una grande occasione quindi per farsi conoscere e farsi trovare, anche perché è importante non solo fare pubblicità alle nostre iniziative per avere magari qualche contributo in più, ma anche perché ogni esperienza, per quanto piccola, può essere arricchente per altri: è la condivisione il valore più grande che i socialnetwork hanno messo in rete, a maggior ragione per il socialnetwork del nonprofit

Al momento sono poche le realtà bresciane che si sono iscritte al portale, una mancanza che spero verrà colmata al più presto.





FAIRTRADE – nuovo mercato per eBay

26 05 2008

Di questi giorni l’articolo pubblicato su vita.it dal

titolo “Prodotti Fairtrade: +47% nel 2007″
sommario “
Nel 2007 i consumatori hanno speso 2,3 miliardi di euro in prodotti certificati Fairtrade. Una crescita del 47% rispetto al 2006. Il Rapporto 2007″

Questa notizia fa il paio con l’annuncio del 21 maggio fatto dalla piattaforma di vendite online eBay di un “… progetto consiste nel creare una piattaforma di scambio online di prodotti legati al mercato solidale grazie a una partnership con World of Good, organizzazione che sostiene il commercio di generi artigianali come mezzo di sostentamento nelle comunità emarginate (vedi: Spazio al commercio equo e solidale su eBay, di Vionpost)

Appaiando le notizie sono due le considerazioni che mi vengono da fare: si apre un canale in più per la raccolta di fondi per il non profit, ma soprattutto è l’ennesima riprova di quanto sia sempre più diffusa la necessità di un’esistenza consapevole, di impegno e partecipazione.





TUTTE IN RETE – Il futuro è donna

22 05 2008

Martedì scorso, dopo aver accompagnato il più piccolo dei miei bimbi all’asilo, mi sono fermato come al solito al bar Onda Blu, dove si può assaggiare uno tra i più buoni cappuccini di Brescia. Inevitabile un’occhiata ai giornali in cerca di novità positive, tra le righe, per poter iniziare bene la giornata. Be, martedì non è stato difficile: proprio in prima pagina, in taglio basso, un occhiello pubblicitario attira la mia attenzione.

“Tutte in rete” 12 ore di sport e solidarietà – 13 settembre 2008 – Calcio Femminile.

A primo acchito ho cercato il numero della pagina interna dove trovare informazioni… ma non si trattava di un articolo: era un vero e proprio spazio pubblicitario che lanciava la manifestazione.

In seguito ho cercato informazioni sul web ed ho scoperto una splendida realtà, fatta di ragazze veramente in gamba e di un progetto davvero interessante.

Al sito www.tutteinrete.net si può trovare infatti una dettagliata descrizione dell’iniziativa sportiva, i destinatari della raccolta fondi, le modalità di iscrizione, il regolamento tecnico e non solo, c’è anche una lettera di presentazione ad eventuali sponsor da scaricare per i volontari. Un lavoro ottimo, che denota una certa dimestichezza con i mezzi messi a disposizione dala rete, una visione d’insieme notevole e una certa competenza nella pianificazione di una campagna pubblicitaria.

Aver comprato quell’occhiello sul Bresciaoggi è infatti un investimento non particolarmente oneroso, ma sufficiente per incuriosire e rimandare su un sito veramente ben fatto e a costo ridotto (la base di partenza sono i theme di wordpress)

Ma la cosa che mi entusiasma più è la doppia mission:

1 promuovere il calcio femminile, passione delle quattro fondatrici della associazione tutte in rete;
2 raccogliere fondi per il centro di pronto intervento IL PUZZLE”, sito in Gardone Val Trompia per “donne, sole o con figli, che si trovano in grave situazione di disagio sociale, sostenendo le madri nella funzione genitoriale e cercando di migliorare la relazione primaria madre-figlio”

Un’iniziativa di donne per le donne giocando un gioco un tempo esclusivamente maschile: mi sembra un bell’inizio per la costruzione di un mondo migliore.





Fundraising – NonProfit -Web 2.0

15 05 2008

Pubblico con entusiasmo la seguente slide:

si tratta delle diapositive usate durante il loro seminario al Festival del Fundraising intitolato
Come creare un sito, un blog e strumenti di marketing virale per la tua organizzazione in 90 minuti
tenuto da PAOLO FERRARA, FRANCESO SANTINI (non QUISTELLI- errata corrige), DANIELE FUSI

Mi piace metterla per due motivi: prima di tutto perchè è un documento splendido per quanti vogliono orientarsi con le innumerevoli possibilità che il web mette a disposizione gratuitamente.

Il secondo perché è essa stessa un esempio folgorante dello spirito che pervade il web 2.0: la condivisione.

E’ a mio avviso proprio questa la chiave per capire come mai il nonprofit e i social network abbiano dimostrato di amarsi tanto: condivisione.

Una ONP è un associazione che vive di volontari, di persone unite da una missione nella quale credono e, lavorando gomito a gomito, creando dei gruppi sociali in grado di fare del bene sociale. Persone che non hanno paura di mettersi in gioco e di far vedere cosa sono e cosa fanno, persone che fanno della condivisione di questi valori il motivo dello stare insieme.

Ecco perché diventa così semplice comunicare con un blog, piuttosto che con un canale youtube, non c’è scopo di lucro e quindi non esiste il problema di tutelare il diritto d’autore o d’immagine. Il volontariato ha un’utilità immediata, per quel che viene fatto nel concreto, ma ha anche un’utilità indiretta perché l’esempio è contagioso.

C’è un altro aspetto che rende il Web 2.0 qualcosa di molto appropriato per le ONP, l’immediatezza della comunicazione e la capacità di coinvolgere. Pensiamo alle difficoltà che spesso si incontrano nel far circolare le informazioni, piuttosto che la necessità di lasciare da qualche parte documenti che possono essere utili a nostri sostenitori lontani per campagne di sensibilizzazione.
Lasciare i documenti dove è facile trovarli, ma sopratutto dove è facile prenderli, è il modo migliore per far diventare contagiosa la voglia di portare sul proprio sito fotografie, filmati, brochure e tutto quello che può far conoscere una buona causa.